Social Media, a ciascuno il suo! Scopri qual è il più adatto per la crescita della tua attività e del tuo business

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Guida ai social media: tanti, ma molto diversi fra loro. Scopriamo le loro potenzialità per fare Digital Marketing: quale sarà il più indicato per la tua attività?

 

Quali sono i social media disponibili oggi in rete? Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, Snapchat, Twitter e Google +. Tanti vero? E sono solo quelli conosciuti in Italia. I Social Media si sono moltiplicati nel giro di una decina di anni e la diversità di utilizzo e di pubblico di ciascuna piattaforma ci ha portato a creare diverse Pagine Aziendali/Brand: una per ogni (o quasi) Social.

Questa moltiplicazione di “presenza online” non deve però essere causa di crisi e confusione per la gestione efficiente di più pagine business. Anzi, si tratta di un’occasione da non sottovalutare in termini di opportunità. Dal punto di vista tecnico-organizzativo oggi esistono diversi tool che permettono di gestire attraverso un’unica interfaccia le diverse Pagine Brand presenti nei diversi Social. Potrete ottimizzare la vostra attività di Social Media Management snellendo i processi di gestione del vostro Ped (Piano Editoriale Digitale) da un’unica dashboard.

È assodato che nella vostra strategia di Digital Marketing ci debba essere del buono e sano Social Media Management. Ma una strategia simile, in un’epoca in cui tutti si sentono dei Social Media Manager, non significa crearsi una pagina brand ed aggiornarla “di tanto in tanto”, né significa esserci in tutti i social network: potrebbero non essere adeguati per la vostra attività e per il raggiungimento dei vostri obiettivi di marketing.

 

La regola è: crea una pagina Social Media Business solo se sei in grado di creare e gestire una Content Strategy di valore

 

Uno degli errori più diffusi, soprattutto fra le piccole e medie imprese ed i liberi professionisti, è proprio quello di creare una propria pagina su diversi Social Media, scelta giustificata dalla logica di esserci, ma con la completa assenza di una strategia integrata e coordinata fra i diversi canali.  In questi casi, il  risultato sarà l’abbandono completo della gestione della pagina o una gestione dei contenuti ad intermittenza. Una pagina o più pagine aziendali non curate innescano degli eventi negativi a catena per la propria brand awareness, come la perdita di fan o follower e la conseguente riduzione di clienti in target che avremmo potuto coinvolgere nelle nostre attività online.

Questo è lo scenario iniziale che più o meno si prospetta tutte le volte che un cliente si rivolge al  team GBS perchè vorrebbe una presenza social di valore e che “gli porti qualcosa di buono” in termini di business (inbound marketing efficace –> più lead –> più vendite).  Il risultato che si aspetta il cliente è, erroneamente, quello di portare a casa i frutti  pubblicando due o tre contenuti magari nell’arco di qualche mese o con campagne Ads circoscritte e slegate da un contesto integrato e strategico (che sono lanciate come dei fulmini a ciel sereno e non completano nessun progetto di comunicazione strutturato: con un inizio, un work in progress ed una fine).

Lungi il voler condannare chi, per scelta o esigenza, vuole lanciarsi nella cura della propria presenza sui social in modo autonomo e da autodidatta. Ma è bene che chi compirà questa scelta sappia che il Social Media Management è una vera e propria disciplina di marketing, che comprende tecniche, strumenti ed espedienti che per funzionare devono essere opportunamente manovrati e mixati ad hoc in base al prodotto/servizio che si offre, in base alla natura dell’attività e del target.

Chi non è del mestiere, pur conoscendo “come funziona” a grandi linee un Social Network, ne ignora le potenzialità in termini di Digital Marketing.  È bene dunque comprendere che un conto è sapere utilizzare lo strumento in termini di attività quotidiane ed occasionali (come caricare una foto, come pubblicare un contenuto, come creare un annuncio sponsorizzato ecc), attività questa che oggi giorno è possibile svolgere documentandosi semplicemente con la Guida presente online per ciascun Social. Ma altra faccenda è:

  • capire i meccanismi del singolo Social Media
  • conoscere tutte le azioni e le attività di digital marketing che è possibile effettuare
  • saper misurare e valutare alla stregua di dati concreti, se un’attività sia andata bene o male (rispetto all’obiettivo prefissato).

Un altro fattore da tenere in considerazione è che ciascun Social Media ha caratteristiche decisamente differenti per raggiungere determinati obiettivi di marketing, e non tutti si prestano a tutto.  Ed allora, quale scegliere? La risposta è semplice e la otterrete ponendovi un’altra domanda: cosa voglio ottenere dai Social Media per il mio business?

 

Con un’attenta analisi del vostro target e dei vostri competitor potrete delineare quali sono gli obiettivi a cui mirate e di conseguenza comprendere quale sia il Social Media più idoneo per raggiungerli

 

Facebook:  il re incontrastato dei Social Media che non rinuncia alla sua corona

 

Tutto ciò che oggi viene definito con il termine Social Media è figlio di Facebook. Il padre di tutti i social media, nato da una geniale e creativa intuizione di un giovanissimo ed intraprendente Mark Zuckerberg, che con quella “genialata” nata fra i banchi del college si è assicurato una vita milionaria.

Facebook rimane il Social Media maggiormente utilizzato da Brand, Advertiser e persone comuni.  Il valore che ruota intorno alle sue sponsorizzate, ovvero la pubblicità a pagamento per mezzo delle inserzioni, è di milioni e milioni di dollari. Facebook è un must-have di ogni digital strategy che si rispetti semplicemente perché già il solo fatto che abbia 2 miliardi di iscritti e dunque un vastissimo pubblico al quale rivolgerci, è sufficiente a capire che si tratta di un’opportunità da non tralasciare. In nessun caso.

Tuttavia, anche nel caso di Facebook, non basta aprire un pagina business per assicurarsi una pioggia di fan e di engagement: occorre una content strategy che crei coinvolgimento e produca segnali sociali dal pubblico. Il segreto sta nella capacità di veicolare un messaggio che porti alla conversione dell’utente, un messaggio che sia coinvolgente al punto da spingerli a seguirvi anche fuori dal Social Media (sito web, vostro e-commerce, ma anche presso il vostro punto vendita fisico). Cura del visual, attenta realizzazione del copy, monitoraggio dei dati, implementazione di campagne per sponsorizzare contenuti specifici: sono tutti gli ingredienti per una ricetta Social di valore.

 

Creare campagne con obiettivi specifici

La Social Media Strategy ed il vostro Piano Editoriale  quotidiano potranno poi arricchirsi di contenuti speciali che meritino la creazione di uno o più annunci sponsorizzati: una promo speciale, un’offerta last minute o qualunque cosa che sia condivisibile su Facebook e comunichi ad uno specifico pubblico qualcosa che non possono assolutamente perdersi.

Combinando un formato di campaign post ad un obiettivo e scegliendo l’audience giusta, potrai puntare a risultati realmente raggiungibili.  Facebook è una macchina in continuo movimento: se concentri i tuoi sforzi e le tue risorse su questo social sappi che ogni giorno ha una novità da sperimentare.

Rimani aggiornato sulle novità da implementare oppure rivolgiti ai professionisti del social media management che ne conoscono una più del diavolo (e forse anche più di facebook stesso)! 

 

Instagram: l’esteta fra i Social Media. Belle immagini e tanta Brand Awarness

Instagram è un social di photo sharing: chiaro, diretto, semplice e soprattutto immediato.  Si presta ad essere incluso in una Digital Content Strategy quando l’ obiettivo è quello di avvicinare il vostro target al brand; il linguaggio più efficace è quello di raccontare il prodotto o la vostra attività per innescare un sentiment, più che veicolare un’informazione specifica al pubblico.  

Una gestione del profilo business, integrata alle inserzioni ads, vi permette di raggiungere un vasto pubblico in target e monitorare gli obiettivi di conversione.  Inoltre, da quando è stato acquistato da Facebook,  le inserzioni sono gestibili in modo integrato dalla Dashboard di Facebook Ads.  

Creatività senza stravolgere i valori aziendali, è lo spirito giusto per gestire un canale Instagram aziendale di successo.

 

Twitter: social media istituzionale. Personal branding garantito

Twitter si presta  benissimo a raggiungere obiettivi di personal branding. Negli anni si è contraddistinto come il social media con la veste più istituzionale rispetto agli altri e per questo i contenuti che vengono postati godono di un’attendibilità maggiore rispetto a quelli presenti su altri social (come su Facebook,  dove la bufala potrebbe essere praticamente dietro l’angolo o su Instagram, dove impazzano immagini “photoshoppate” e irreali).

Twittare significa condividere il proprio pensiero e le proprie opinioni: è l’ambito giusto dove aprire punti di discussione e dibattiti. Proprio per questo suo valore aggiunto è utilizzato da personaggi appartenenti al mondo della politica e delle istituzioni che, tramite il social, veicolano i loro messaggi di tipo istituzionale e di interesse pubblico. 

La regola madre di Twitter è quello di associare degli hashtag ai propri tweets. Oggi gli hashtag sono utilizzati più che altro per moda, ma in realtà dietro al loro corretto utilizzo vi è il vantaggio di poter veicolare i propri contenuti verso quel pubblico che vi sta cercando in tempo reale o che sta twittando su quel medesimo topic. 

Questa sua potenzialità lo rende dunque raccomandato per quelle attività di marketing mirate alla promozione di eventi, mostre, contest a tema, concorsi legati a premi; grazie alla viralità guidata dagli hashtag, questi contenuti possono propagarsi a macchia d’olio all’interno del Social ed anche fuori da esso, scatenando un trend di ricerca sul web. 

Creare copy diretti ed inserire un’immagine accattivante purchè sia ben contestualizzata. È assodato che creare una buona esperienza visual aumenti sensibilmente il livello di engagement rispetto allo stesso tweet composto solo da copy. Inserire un link? Sì, può essere un ulteriore elemento che arricchisce il contenuto purché sia in linea con il topic trattato.

Riguardo la Social Advertising, in Twitter è integrata una piattaforma pubblicitaria per i profili aziendali attraverso la website card e si è uniformato al nuovo trend di pubblicità online il video marketing (con la Video Website Card). Un micro video in autoplay per raccontare il proprio brand, inserendo l’Url di destinazione: un formato di adv efficace come solo i video sanno esserlo. 

 

Snapchat:  se la tua attività punta al target dei giovanissimi

Snapchat sta superando le aspettative, anche quelle dei suoi fondatori.  Il Social-app, utilizzabile dunque solo da smartphone, registra un trend di crescita accellerato.  Se questo trend positivo vi fa gola e state pensando di buttarvi nel mondo del fantasmino giallo, fermatevi e leggete.

C’è un enorme dettaglio da prendere in considerazione per capire se è adatto al vostro business:

  • È utilizzato da giovanissimi, quindi il pubblico è classe 2000
  • I contenuti si disintegrano dopo 24 ore

Se pensate che questi fattori non siano un ostacolo ma un’opportunità, allora Snapchat si sposerà bene alla vostra strategia di digital marketing. Estrema volatilità dei contenuti, immediatezza nel crearli e un tone of voice decisamente più che informale: non è semplice confrontarsi con queste limitazioni comunicative per un brand.

 

 

La chiave di lettura esatta per avere successo su Snapchat è quella della creatività e dell’evoluzione del concetto stesso di brand. Un progetto di comunicazione fugace ma intenso dove i brand possono colpire con la loro veste meno informale e più giocosa. Come coinvolgere su Snapchat? Attività mirate a portare l’utente a compiere un’azione anche fuori dal mero smartphone. Creare snaps volti a lanci di prodotto, prevendite e sconti eccezionali che durino ad esempio 24 ore. Ciò non farà che accrescere la fretta di interagire con lo snaps ed aggiudicarsi lo sconto previsto.

Esistono tre tipologie di formati di Social Asvertising su Snapchat: Snap Ads, gli Sponsored Geofilters e le Sponsored Lenses: creazione di filtri, geolocalizzatori ed effetti brandizzati che gli utenti di potranno utilizzare per creare i loro snaps in realtà aumentata. Qualche settimana fa, proprio per agevolare gli advertiser è stata lanciata Lens Studio, una desktop app che le aziende e le loro agenzie pubblicitarie possono utilizzare per creare Snapchat Lenses che possono essere applicate a foto, video e annunci pubblicitari sulla piattaforma per la prima volta in modo autonomo rispetto a quelle (oltre 3 mila) create dal team di Snapchat. 

È stato da poco lanciato anche il nuovo formato Ads, le Promoted Stories; visualizzabili dagli utenti nella sezione Discover, si compongono di micro snaps (un minimo di 3 a un massimo di 10) la cui successione racconta in micro momenti una storia (proprio come le Instagram Stories).
Stando alle ultime news diffuse dai canali ufficiali, Snapchat sta implementando nuove funzionalità e miglioramenti per una best experience sia degli utenti, sia di influencer e publisher professionisti. In merito a questi ultimi, un passo avanti è stato fatto anche grazie a Snapchat Ads Manager 2.0, piattaforma che incorpora tutte le funzionalità necessarie per la gestione ed acquisto degli annunci. Snapchat è una risorsa da non sottovalutare se pensiamo che conta circa 178 milioni di utenti.

 

Youtube: Broadcast yourself

Youtube è la piattaforma video di proprietà di Google (dal 2006). Qualche dato: 20 milioni di visitatori al mese per circa 100 milioni di video visualizzati al giorno. Certamente non sono necessarie altre presentazioni per capire il potere di questo sito web.

Qual è il vantaggio di avere un canale youtube e gestire contenuti video? Innanzitutto, potrete ottimizzarli lato SEO; titolo e descrizioni dovranno essere fatte con le medesime prescrizioni del SEO Copywriting e prestando attenzione al valore della keyword con cui vorrete identificare il vostro video. Inoltre, proprio per la perfetta integrazione con tutti gli altri complementi e servizi di Google, i video gareggiano nella serp dei risultati di ricerca della specifica sezione video.

 

 

I video sono un ottimo strumento di digital marketing

Il Digital Video Marketing è uno strumento molto promettente, purché si abbia la consapevolezza della mole di risorse necessarie per realizzare e sponsorizzare un video che centri l’obiettivo.  A confermare questa tesi, i dati: fra i brand più importanti nel mondo il 90% di essi possiede un canale youtube attraverso il quale costruisce la propria community. Il vantaggio di ciò, sta nell’ampliamento della portata organica della community che da youtube segue il brand anche in tutti gli altri canali di comunicazione online (Social, sitoweb, ecommerce, blog ecc..).  Occorrerà dunque alimentare il vostro canale con contenuti aggiornati per mantenere viva l’attenzione degli utenti ed aumentare gli iscritti.

 Le sponsorizzate video, gestite con AdWords, rappresentano un ulteriore potenziale per il Video Marketing. I Bumper Ads (ovvero i video brevi dove l’utente è obbligato a visualizzata e non può scegliere di skippare)  sono risultati quelli maggiormente utilizzati dai brand mondiali rispetto ai Trueview (i video “skippabili”).

 

YouTube: novità advertising video 2018

Nel recente Youtube Pulse, evento dedicato al settore del business Adv della piattaforma, sono state presentate le novità e le potenzialità per i video Ads previste per il 2018. In primis, il miglioramento del targeting dell’audience attraverso un incrocio di dati davvero minuzioso e provenienti da tutti i servizi Google (mappe, ricerche e app). In secundis, i brand che sponsorizzeranno i loro video avranno una maggior garanzia in tema di brand reputation e brand safety, proprio grazie all’incremento dei sistemi di controllo delle sponsorizzate su youtube. Questi ultimi aggiornamenti sono stati approvati proprio perchè alcuni grandi inserzionisti, come Mc Donald e L’Oreal non acquistavano più gli spazi pubblicitari della piattaforma di video-sharing proprio perchè i loro video spot venivano mostrati su video inappropriati. Il nuovo ‘YouTube Partner Program‘ dunque prevederà requisiti più stringenti per coloro che postano video e strumenti di controllo più adeguati agli inserzionisti che così potranno controllare dove e come verranno pubblicate le loro pubblicità. 

 

Pinterest:  il Social incompreso in cerca del riscatto 

Pinterest è il social del visual storytelling. Anche qui, come su Instagram, spazio alla comunicazione visiva. Ogni profilo si compone di diverse bacheche tematiche che ciascuno può creare liberamente. In ogni board si archiviano tutti i Pin in topic. Che cosa significa? Quando si naviga sul web è possibile pinnare (tramite un button pin scaricabile) tutti i contenuti e immagine che ci interessano. Il pubblico di Pinterest potrà vedere i contenuti pinnati e ripinnarli (ovvero condividerli) nella propria pagina. Il vantaggio di ogni singolo pin è che ciascuno di essi incorpora automaticamente il link al sito web da cui è stata pinnata l’immagine, dando l’opportunità agli utenti del social di uscire fuori dalla piattaforma più spesso di quanto possano fare con gli altri social.

Il visual ha netta predominanza sul copy. La qualità e le giuste proporzioni delle immagini (verticali) sono una regola fondamentale per avere successo su Pinterest. I copy hanno una funzione esplicative e non promozionale. 

 

 

Pinterest è un social che presenta trend di crescita, tuttavia questi non sono così accelerati.  Ciò indica che la natura di Pinterest non è ancora del tutto compresa e dunque anche le sue potenzialità nel campo del digital marketing sono ancora inesplorateCiò che è importante sapere e che molti ignorano) è che le immagini condivise su Pinterest vengono indicizzate e compaiono nei risultati di Google Images in base ad una determinata keyword. Ovviamente si parla di posizionamento esclusivamente delle immagini legate al profilo del proprio Pinterest, senza nessuna connessione alla paginaweb dalla quale sono state pinnate. 

Dal punto di vista dell’Advertising, dopo i Pin ads nel 2015, Pinterest concentrerà gli sforzi del team al fine di migliorare l’esperienza dei brand con la search advertising sul social network e campagne shopping. Le stesse, sono inoltre soggette ad un miglioramento del targeting dell’audience.

 

Google Plus, il social media sin troppo sottovalutato

L’importanza che Google+ ha in una digital marketing strategy è che i contenuti (i post) che possono essere costituiti da testo, immagini e link concorrono anch’essi all’indicizzazione su Google per date kewyword di ricerca. Significa che se realizziamo un buon contenuto sul profilo Google Plus otterremo maggiori probabilità che google restituisca come risultato anche il post di G+.

Vantaggi di Google Plus:

  • Aumentare visibilità tramite proprie pagine g+ (indicizzabili)
  • Aumentare brand identity ed awareness
  • Incrementare traffico al sito web (nei post è incorporato l’url di una specifica landing page)
  • Integrazione con Google My Business (mappe ed info di google local )
  • Integrazione in automatico con canale di youtube 
  • Coinvolgere pubblico in target con la creazione di post dedicati alle proprie cerchie
  • Creare interazione entrando a far parte delle community o creandone di proprie per studiare il target, interagire e coinvolgere 

Questi obiettivi sono raggiungibili con tutte gli strumenti che mette a disposizone G+.

  • Creazione post indicizzabile su google
  • Creazione e partecipazione a community
  • Creazione di eventi in cui invitare specifici contatti
  • Creazione di hangout, uno strumento potentissimo che permette di realizzare delle dirette in streaming, peraltro integrabili al proprio canale youtube

Nonostante queste grandi potenzialità Google+ non ha mai preso il volo.

 

LinkedIn, l’arma dell’inbound marketing B2B

LinkedIn è un social network che si è diversificato molto rispetto a quelli già esistenti e forse questo è il segreto del suo continuo successo. Si posiziona come unica piattaforma “professionale”, ovvero chi si iscrive lo fa per presentare la sua figura professionale (curriculum, collegamenti alla propria azienda, incontro fra domanda ed offerta di lavoro).

 

LinkedIn ti offre l’opportunità di fare del buon sano inbound marketing B2B e B2C e costruire un grado di autorevolezza, affidabilità e professionalità

 

LinkedIn pulse, content pillar, slideshare e tante altre funzioni vi aiuteranno a veicolare un flusso di informazioni di valore aziendale e divulgare il metodo, pubblicare case study e ricerche di settore, per mostrare ad altrettanti professionisti cosa sapete fare. LinkedIn infatti è prettamente una piattaforma B2B: non si presta ad essere una vetrina di prodotti e servizi rivolti esclusivamente a customer, bensì permette di creare una efficace rete per il networking.

 

 

LinkedIn ha aggiornato alcune funzioni presenti in Marketing Solutions, la piattaforma tecnologica per gli inserzionisti.  Un nuovo formato dinamico e  nuove funzionalità alle sponsored InMail con i Lead Gen Forms, il formato che permette di raggiungere tramite messaggio privato il proprio target. Inoltre, LinkedIn ha annunciato l’arrivo della pubblicità video sulla sua piattaforma. Non si arrestano, poi, i miglioramenti lato targeting per permettere il raggiungimento più ottimizzato del proprio pubblico di riferimento.

Quali sono i vantaggi raggiungibili con un buon lavoro di content marketing su LinkedIn?

  • Rafforzare la popolarità del marchio
  • Sviluppare lead generation
  • Aumentare il traffico al proprio sito web
  • Fare inbound marketing

 

I Social Media fanno bene alla nostra attività

I social media sono un’arma da cui trarre beneficio, purché, nel momento in cui si decida di avventurarsi nel curare un canale social del proprio brand e della propria attività, si abbia la piena consapevolezza che questo significa impiego di risorse, tempo, pianificazione e strategia mirata di lungo periodo. Ciò che molti infatti non prendono in considerazione è che curare un canale social sia una mera piccola attività collaterale da far fare, magari, all’ultimo impiegato arrivato in azienda.  E del resto, è questa la motivazione del perché tanti profili aziendali sui social media non raggiungono gli obiettivi programmati.

Se vogliamo dei risultati occorrerà una pianificazione dei contenuti declinati seconda un filone logico e strutturato:

  • Analisi del proprio pubblico;
  • Monitoraggio continuo ed un lavoro di ottimizzazione work in progress;
  • Creazioni di grafiche e di copywriting di qualità, volto a stimolare engagement;
  • Conoscere tutte le metriche e gli strumenti di ottimizzazione delle inserzioni a pagamento. 

I social media producono segnali sociali, ed i segnali sociali potrebbero essere captati anche da Google, in un domani non molto lontano. D’altronde la SEO si è spostata sui Social. Proprio il sentiment  proveniente dai network (che dipende da fanbase e tasso di engagement) è reale e non manipolabile perché proviene da una collettività di persone che realmente posseggono degli interessi e li esprimono attraverso le funzionalità offerte dalle piattaforme (inserire un like, un commento o condividere il tuo post).  Sarà la creazione di una community in target che vi permetterà di espandere il vostro business e creare obiettivi più ambiziosi.

 

Facebook, Instagram, Snapchat e Co.: vuoi scoprire qual è il Social Media che si adatta alla tua attività e conoscere come sfruttarlo al meglio? Scrivici, ti daremo il nostro parere!

 

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