Tutto quello che devi assolutamente sapere su uno dei più potenti strumenti di Visual Storytelling del momento.

Avvertenze: quello che stai per leggere non è il solito articolo su Instagram. È un viaggio all’interno di uno dei social network più amati, utilizzati e discussi di questo periodo.

 

INSTAGRAM: SOCIAL AND VISUAL CARPE DIEM

Polaroid macchina fotografica fonte ispirazione Instagram

Iniziamo dal principio con qualche nota storica che ci permette di comprendere la sua evoluzione. Il termine Instagram è l’abbreviazione di Instant Telegram. Quando nasce nel 2010, dall’idea di Kevin Systrom e Mike Krieger, la funzione dell’applicazione mobile è proprio fotografare l’istante. Si tratta del fermo immagine di un attimo, come se in quel momento l’autore dello scatto congelasse il presente, l’ “adesso”, rappresentandolo con la massima libertà, immediatezza e capacità di coglierne l’essenza. Non a caso, il formato dell’immagine è quadrato e si ispira a quello della Polaroid, un vero e proprio mito della fotografia istantanea.

Subito questo aspetto diventa una sorta di attenuante alla pubblicazione di fotografie di qualità anche mediocre o bassa, in cui si privilegia la spontaneità, la realtà, il tempismo e al tempo stesso la tempestività della fotografia. Questa tendenza viene poi messa in discussione dall’introduzione dei sempre più numerosi filtri che permettono di modificare le fotografie, rendendole più attraenti, accattivanti e particolari rispetto alle originali e soprattutto più omogenee tra loro.

A proposito di omogeneità, una delle chiavi per avere successo su Instagram è sviluppare un tema e individuare un filo conduttore per poterlo raccontare immagine dopo immagine. Questo permette di rendere riconoscibile la propria gallery con un semplice colpo d’occhio, restituendo un’immagine uniforme, coerente e ordinata, con un minimo comune denominatore condiviso in tutte le fotografie pubblicate.

 

INSTAGRAM:
PRATICAMENTE PERFETTO SOTTO OGNI PUNTO DI VISTA

Questo elemento diventa una leva per trasformare la fruizione di Instagram che diventa progressivamente meno Insta- e più Later-gram. I tempi di produzione dei contenuti si dilatano a causa di uno studio a monte per la realizzazione delle foto e della gallery stessa, mentre a valle si introduce spesso un lungo photo editing successivo agli scatti fotografici. Si assiste, perciò, ad un’inversione di tendenza, in cui le foto non sono più rappresentazioni genuine, spontanee e istantanee dell’attimo fuggente, bensì immagini impeccabili dal punto di vista estetico di un istante pensato, ragionato, studiato e costruito a tavolino.

A proposito di tavolino, si diffondono poi immagini popolari come, ad esempio, splendidi tavoli apparecchiati per colazioni. Tra i filoni (corredati da hashtag) più popolari ricordiamo:

  • composizioni di oggetti di qualsiasi tipo, strutturate con ordine e cura -> #thingsorganizedneatly (cose organizzate ordinatamente)
  • persone che saltano -> #jumpstagram
  • mani che reggono oggetti -> #inmyhand (nella mia mano)
  • piedi sopra bei pavimenti -> #fromwhereistand
  • mondo riflesso nelle pozzanghere -> #puddlegram
  • soggetti fuori centro ma scrutanti l’orizzonte sui cui si staglia un tramonto epico -> #sunsetgram
  • foto realizzate da droni -> #dronestagram

Questi rappresentano veri e propri trend che continuano ad impazzare sul social, denotando una cura quasi maniacale nella loro realizzazione. Gli utenti di Instagram rinunciano a fotografare, se il soggetto non si trova in condizioni di luminosità ottimali o nel caso in cui la qualità dell’immagine non sia migliorabile con un complesso lavoro di photo editing e post produzione.

Nel frattempo Mark Zuckenberg, Mr. Facebook, impressionato dall’incredibile ascesa dell’applicazione, diventata vero e proprio social network, acquista Instagram nel 2012. La community di Igers (abbreviazione di Instagramers) continua a crescere a dismisura e si organizza in modo tale da condividere la passione per l’app non solo nel mondo virtuale, ma anche nella realtà attraverso l’organizzazione di eventi, come gli InstaMeet.

A questo punto cerchiamo di capire insieme perché è così importante essere presente su Instagram e soprattutto per quali realtà aziendali.

 

INSTAGRAM:
VISUAL STORYTELLING UNIVERSALE E TEMATICO

scatto fotografico per Instagram

Presidiare Instagram è molto utile e può rivelarsi fondamentale per business operanti principalmente nei settori:

  • food
  • fashion
  • design
  • beauty
  • sport

Se analizziamo i dati riguardanti i fruitori attivi di questa piattaforma, assistiamo a una presenza di utenti più giovani rispetto a Facebook con un’età che va dai 15 ai 35 anni. Questo aspetto è dovuto al progressivo disinnamoramento nei confronti di Facebook da parte delle nuove leve, che apprezzano il carattere visual di Instagram e la possibilità di instaurare relazioni molto forti, più durature e reali. Essere Igers significa sentirsi parte di una community attivissima, i cui membri interagiscono in modo molto pacato, educato, gentile e amichevole, spostando l’interazione dall’online all’offline con la partecipazione agli eventi menzionati sopra.

L’interazione, o meglio la relazione è una delle 7 tendenze di Digital Marketing da seguire senza se e senza ma nel 2018, che Instagram agevola a partire dall’esperienza dell’utente sulla piattaforma.

statistiche utilizzo e hashtag Instagram

Possiamo definirlo un raccoglitore universale di storytelling suddivisi per temi e per aree geografiche grazie all’utilizzo di hashtag* e di geotag** che li rendono ricercabili dagli utenti e interattivi grazie alle menzioni e ai tag. Per questo motivo è importante sapere utilizzare i primi, definendo una strategia che ne preveda l’uso coerente con l’immagine pubblicata. Il loro numero massimo è 30, possibilmente da dosare e suddividere in:

  • hashtag trend topic -> sono molto generici e il rischio di abusarne è di sprofondare negli abissi del mare magnum di contenuti, senza riuscire ad emergere in superficie.
  • hashtag meno popolari -> sono meno generici e più specifici con qualche chance in più di essere visibili
  • hashtag generati appositamente dal brand -> sono molto specifici, immediatamente riconoscibili e associabili all’attività aziendale, ai suoi prodotti e servizi. Sono fondamentali nel momento in cui si lancia una campagna pubblicitaria a pagamento, la cui possibilità arriva in Italia solo nel 2015.

Una buona pratica è evitare di scrivere una caption, ovvero la didascalia di accompagnamento alla foto, utilizzando solo un trenino di hashtag. Questa deve presentarsi sotto forma di breve testo descrittivo capace di raccontare la foto condivisa. Per impiegare tutti e 30 gli hashtag che hai definito, utilizzane al massimo una decina al termine della stessa e riserva gli hashtag rimanenti ai commenti. In questo modo riuscirai ad ottimizzare la loro efficacia senza appesantire la didascalia.

*parola o più parole precedute dal cancelletto. L’hashtag è utilizzato per effettuare ricerche tematiche -> #instagram
** tag, ovvero etichetta, che permette di associare dati ottenuti da basi geografiche a informazioni e contenuti multimediali

 

INSTAGRAM STORIES:
RITORNO IBRIDO ALLE ORIGINI

IG Stories Instagram Stories

Nel 2016, a sei anni esatti dalla sua nascita, Instagram è pronto per un restyling con:

  • passaggio da un feed cronologico a uno algoritmico, che mostra i post nella sezione home delle persone con cui interagiamo di più
  • nuovo logo più minimal e più colorato
  • semplificazione dell’interfaccia grafica
  • introduzione delle IG Stories
  • visualizzazione dei dati statistici, Instagram Insights, per profili business

In particolare, le IG Stories o Instagram Stories rappresentano la somma di tutti gli elementi che rendono unico questo social. Mutuate da Snapchat, primo social network ad introdurre questo strumento, le Stories su Instagram sono costituite dalla condivisione di foto e video in formato slideshow, testi, dirette e Boomerang* compresi. La loro caratteristica principale è la durata: sono visibili per 24 ore e poi si si cancellano in automatico. Per superare questo ostacolo è stata poi introdotta la possibilità di metterle in evidenza, suddividendole in categorie.

esempio Instagram Stories Westwing

 

Su Instagram i link non funzionano, se non nella biografia, dove puoi inserirne uno, i profili business con oltre 10.000 follower possono inserire i link nelle Stories attraverso lo Swipe up (sollevare), ovvero il gesto di trascinare il dito dal basso verso l’alto, grazie al quale si atterra sulla pagina di destinazione.

La novità è stata molto apprezzata dagli utenti di Instagram e soprattutto dalle aziende. Queste vedono nelle IG Stories delle risorse pubblicitarie molto potenti ed efficaci, eventualmente da sponsorizzare, per:

  • comunicare attraverso lo Storytelling
  • presentare novità (tendenze, prodotti, servizi)
  • promuovere e lanciare offerte speciali temporanee
  • mostrare e condividere il dietro le quinte di:
    – eventi
    realizzazione di prodotti e prestazione di servizi
    attività quotidiane all’interno dell’azienda
  • fornire informazioni, consigli, chicche (tips and tricks)
  • relazionarsi con i follower attraverso:
    sondaggi
    CTA

Con le Stories, Instagram ha riscoperto la propria essenza di social dell’istante. Da una parte ha superato l’impasse della condivisione di foto a tutti i costi perfette, studiate ed editate nei minimi dettagli, a cui si somma la possibilità riservata ai profili business di poter programmare i contenuti su piattaforme partner, quali Hootsuite, Sprout Social e Social Flow. Dall’altra ha potenziato l’aspetto relazionale con la community, grazie alla possibilità di inserire hashtag, geotag, menzioni e tag. Nello sfogliare le Stories e nel crearle, l’utente è disposto ad accettare una qualità inferiore dell’immagine o del video a favore dell’immediatezza e dell’autenticità del contenuto. Inoltre è anche più propenso ad interagire, rispondendo ai sondaggi e accogliendo l’invito all’azione della Call to Action.

*micro montaggi di foto in sequenza che creano una sorta di slide show

 

BREAKING NEWS!
INSTAGRAM SHOPPING: LA NUOVA FRONTIERA

Ultimissima novità annunciata in questi giorni è Instagram Shopping. Si tratta di una vetrina immersiva con al massimo 5 prodotti taggati per immagine (o 20 per carosello) con prezzi e informazioni utili a finalizzare l’acquisto. Al momento la funzionalità è attiva solo per i profili  business con catalogo prodotti che sono stati autorizzati, una volta presentata richiesta di abilitazione. Staremo a vedere gli sviluppi di questa nuovissima opportunità.

 Al momento il nostro viaggio alla scoperta di Instagram termina qui: siamo curiosi di sapere se utilizzi il social all’interno della tua strategia digitale o se hai intenzione di inserirlo a breve. In entrambi i casi possiamo confrontarci con te per implementare delle buone pratiche e rendere questo strumento super efficace per il tuo business. Nel frattempo ti lasciamo con un promemoria di cui non potrai più fare a meno!

Social recap Instagram

 

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