storytelling Natale

Se l’Epifania tutte le feste porta via e lascia una dose di nostalgia natalizia, ci pensiamo noi a farti rivivere quell’atmosfera. Abbiamo selezionato alcuni storytelling del Natale appena trascorso e non solo!

 

Per le aziende, Natale è uno dei momenti più ghiotti per narrare storie in grado di coinvolgere, emozionare e fare breccia nel cuore del pubblico di riferimento.
Fedele allo spirito natalizio e alla propria immagine, c’è chi ha ideato storytelling conditi di bontà e calore familiare, fino a coinvolgere le persone in target che hanno risposto in massa, decretando il successo dell’operazione commerciale. C’è invece chi ha preferito puntare sull’ironia, ripescando un asso nella manica e creando dei Facebook post storytellosi, con tanto di colonna sonora, diventata poi un tormentone. Non è finito qui, c’è tanto da raccontare: mettiti comodo e procediamo con ordine.

 

BAULI: DAL FILM 2SORELLE A #LASCIAPARLAREILCUORE

Durante il Natale 2017, il celebre Pandoro diventa prima l’oggetto di contesa e poi di riconciliazione di due sorelle, con personalità diametralmente opposte. A partire dalla loro infanzia, il giorno di Natale fa da sfondo al rapporto conflittuale delle due, che culmina con un gesto forte. All’ennesima prepotenza di Clara, che si accaparra sempre l’ultima fetta di Pandoro, Francesca, abituata a soccombere, dà uno schiaffo alla sorella. Coerente con lo spirito natalizio, la storia ha un lieto fine, sancito dalla condivisione dell’ultima fetta di Pandoro.

Lo spot/film diretto da Paolo Genovese si conclude con la frase “A Natale, lascia parlare il cuore.” Questo slogan si trasforma nell’invito rivolto da Bauli al proprio pubblico. Infatti l’azienda veronese lancia l’iniziativa #LASCIAPARLAREILCUORE, in cui chiede ai seguaci di inviare un breve messaggio dedicato a una persona speciale. Tutto questo avviene tramite la compilazione di un form sul sito aziendale, dove viene raccontato lo storytelling sopra riassunto, con la possibilità da parte dell’utente di fruire di numerosi contenuti:

  • spot
  • intervista al regista e alle due attrici protagoniste
  • narrazione testuale + visuale attraverso una slide di immagini/cartoline datate, come viaggio nel tempo del Natale delle 2Sorelle, trascorso in famiglia
  • il video e le foto del backstage

A coronamento di tutto questo, Bauli ha premiato alcuni partecipanti con l’affissione dei loro messaggi a Roma e a Milano. Inoltre, l’azienda ha poi raccontato in un video le storie più emozionanti legate alle dediche, in particolare documentando il momento in cui la persona destinataria scopre l’affissione del messaggio in compagnia del mittente.

#LASCIAPARLAREILCUORE – Videostory

L’operazione #LASCIAPARLAREILCUORE si è conclusa ed ecco com’è andata.Grazie per aver condiviso con noi le vostre storie, regalandoci così tante emozioni. ❤

Pubblicato da Bauli su Giovedì 21 dicembre 2017

L’operazione si è conclusa con i seguenti risultati:

  • oltre 6.000 messaggi ricevuti in 5 giorni
  • 840 affissioni per le strade di Milano e Roma

La video story ha riportato:

  • quasi 700.000 visualizzazioni del post pubblicato su Facebook
  • 2.700 Mi piace
  • 692 condivisioni
  • 122 commenti di grande consenso e gratitudine per l’iniziativa

E il film 2Sorelle, com’è andato?

Su YouTube:

  • più di 1 milione di visualizzazioni
  • 3.093 Mi piace
  • 1.060 Non mi piace
  • 322 commenti

Su Facebook:

  • oltre 900.000 visualizzazioni
  • 11.000 Mi piace
  • quasi 4000 condivisioni
  • 864 commenti

Come si nota su YouTube, la maggior parte degli utenti rivolge complimenti al brand, confessando anche di essersi profondamente emozionata fino a commuoversi. C’è però chi ha espresso il proprio disappunto nei commenti, criticando da una parte il presunto buonismo e dall’altra l’esagerazione del gesto di violenza: uno schiaffo per una fetta di Pandoro. Lo stesso si riflette anche su Facebook: analizzando i commenti, si legge grande apprezzamento, ma anche dure critiche. In particolare, queste hanno aperto un dibattito, a tratti mitigato dalla replica dell’azienda e a tratti dall’intervento di altri utenti, in difesa dello storytelling Bauli.

 

MOTTA: #COMEUNCANDITOANATALE

Lasciamo il Pandoro per incontrare un altro caposaldo della tradizione natalizia: il Panettone. Di aziende produttrici ce ne sono tante, ma ce n’è una che si è distinta per una campagna pubblicitaria molto ironica e ben studiata. Stiamo parlando di Motta. Dopo il grande clamore suscitato dallo spot del brand Buondì, con i genitori colpiti dall’asteroide, il marchio di prodotti dolciari ha creato un  video musicale. Questo è stato anticipato da due trailer, una versione abbreviata e completamente diversa e una con un finale alternativo.

In particolare, il video vede la partecipazione iniziale della bambina dello spot Buondì sopra citato. La bimba dice di volere “un videoclip pieno di sentimenti autentici che possa coniugare sano buonismo natalizio con la capacità di riabilitare tutti gli eterni esclusi”. Subito dopo si sviluppa una sequenza di scene che vedono l’uomo-candito escluso in varie situazioni della vita quotidiana. Tutto questo è accompagnato da un cantante che intona una canzone molto orecchiabile: “Come un candito a Natale”, disponibile anche su Spotify e Apple Music. Il titolo della colonna sonora si estende poi alla campagna social su Facebook con una serie di post scherzosi, divertenti e ironici, introdotti dall’immancabile #ComeUnCanditoaNatale, in cui l’azienda invita i propri fan a interagire, raccontando la propria esperienza, taggando amici, ecc… Questi post testimoniano grande coinvolgimento da parte degli utenti, che oltre a mettere Mi piace, hanno lasciato commenti divertiti, spesso seguiti dalla replica originale e giocosa di Motta. I commenti negativi sono isolati e riguardano soprattutto la bambina che sembra scatenare un’antipatia generalizzata.

Se analizziamo i risultati del video, i numeri parlano chiaro, decretando il successo virale dell’operazione commerciale.

Su YouTube ha ricevuto:

  • più di 1 milione di visualizzazioni
  • quasi 2.000 Mi piace
  • 200 Non mi piace
  • 238 commenti

Su Facebook ha totalizzato:

  • 200.000 visualizzazioni
  • 12.000 Mi piace
  • 6.800 condivisioni
  • 2.700 commenti

 

CONAD: LA NATIVITÀ AL SUPERMERCATO

Se Bauli si rivolge al regista Paolo Genovese per il film pubblicitario 2Sorelle, Conad si affida a Pupi Avati per la regia dello spot di Natale 2017. Il brand rafforza il proprio claim “Persone oltre le cose”, con “Nessun uomo è un’isola e neanche un supermercato lo è”, con una storia che evoca la natività della Sacra Famiglia in chiave moderna. I protagonisti sono infatti una coppia in attesa del secondo figlio. Durante lo shopping natalizio, all’interno del supermercato ha inizio il travaglio della donna. Il cassiere chiede l’aiuto di un certo Dott. Carpi, subito pronto a intervenire. Il parto avviene perciò nella stanza adibita ad ufficio del supermercato, con i clienti che attendono alle casse la nascita del bambino e accolgono poi con gioia i primi vagiti del nascituro.

Rispetto agli altri due spot, usciti i primi giorni di dicembre, quello di Conad è stato messo in onda relativamente tardi: solo a partire dalla settimana precedente quella di Natale. Perciò è comprensibile che ci siano differenze significative in termini numerici.

Su YouTube ha ricevuto:

  • 83.000 visualizzazioni
  • commenti disabilitati -> tra poco scoprirai il perché

Su Facebook ha totalizzato:

  • 261.000 visualizzazioni
  • 2.500 Mi piace
  • 1.400 condivisioni
  • 810 commenti

Di questi dati, l’aspetto degno di nota è la natura dei commenti: molto negativa. Le critiche sono disparate: iniziano con alcuni dettagli narrativi dello storytelling fino a condannare le scelte aziendali, giudicate a sfavore dei lavoratori. In particolare, tanti denuncia la presunta violenza ostetrica, rappresentata da una manovra vietata praticata dal medico sulla partoriente. Altri ancora si indignano di fronte all’apertura di Conad il giorno di Natale, accusando il brand di ipocrisia. In particolare, questo aspetto evidenza un distacco nei valori che l’azienda avrebbe voluto comunicare attraverso la storia dello spot e quelli che sono percepiti come reali da parte degli utenti.

Di fronte a questi messaggi la replica del brand è il silenzio. L’azienda ha preferito infatti lasciare che l’argomento di dibattito si esaurisse progressivamente, forse per evitare di fomentare ulteriormente la discussione, con ulteriori risposte da parte degli utenti. Per quanto questa strategia sia comprensibile, dobbiamo pur sempre ricordarci che i social sono un luogo di confronto, in cui i fans hanno il diritto di commentare, manifestando il loro consenso oppure disappunto di fronte alle iniziative aziendali. Di fronte a tutto questo, l’azienda è chiamata a rispondere con tutte le dovute cautele del caso: non potrà interagire a ogni singola interazione e, al tempo stesso, dovrà evitare di cadere in provocazioni di hater* e troll**.

*Hater: utenti che intervengono in discussioni in rete con commenti improntati a un odio violento e immotivato.
**Troll: utente di una comunità virtuale, solitamente anonimo, che intralcia il normale svolgimento di una discussione inviando messaggi provocatori, irritanti o fuori tema.

Tra questi storytelling, quale ti ha colpito di più in positivo o negativo? Te ne vengono in mente altri? Anche tu hai provato a sperimentare con la comunicazione narrativa e ti sei lanciato in qualche storytelling natalizio? Se i risultati non sono stati così soddisfacenti o non sai da che parte cominciare, puoi contattarci: ti aiuteremo a creare uno storytelling su misura del tuo target di riferimento.

 

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