Capita spesso che un’opportunità commerciale su un Progetto SEO si trasformi in una discussione infinita, dove si perde di vista il nocciolo della questione. Ciò è dovuto, molto spesso, alla confusione che c’è nella testa dei clienti e, ancora più spesso, alla cortina fumogena di fuffa intorno a questa attività.

Spesso ad un’agenzia che si occupa ANCHE di SEO, viene chiesto di esprimersi su qualunque questione “lato SEO”, come se fosse un’attività puntiforme, slegata dal contesto e totalmente scevra da variabili di marketing e di mercato.

Ciò è dovuto anche al fatto che molto spesso, le agenzie di digital marketing come la nostra, si ritrovano investite di attese e responsabilità che vanno ben oltre le possibilità “fisiche” di chi presta la propria opera. Spesso, parlando di progetti SEO, ci si ritrova con in mano il cerino di una situazione critica che arriva da lontano, quasi come se lo sviluppo di un Progetto SEO fosse “qualcosa di complesso oltre il comprensibile, ma che ad un certo punto rimane come ultima speranza per salvare una situazione prossima al collasso. E magari in poco tempo”.

Purtroppo non è così.

 

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A complicare ulteriormente il quadro, c’è l’elemento tecnologico: oggi cambia tutto alla velocità del vento. Google è diventato un motore di ricerca che premia e punisce quasi in tempo reale, a volte in maniera talmente chirurgica che è difficile rilevarlo. Se non per il fatto che il fatturato diminuisce… La SEO non è un prodotto da banco. Non è una scatola di qualcosa che prendi dallo scaffale, pronta all’uso. Lo sviluppo di un Progetto SEO è qualcosa di complesso che, in base al momento in cui si fa partire, può toccare elementi diversi di un’attività commerciale/imprenditoriale online.

 

Nel 2018 sviluppare un Progetto SEO è quanto di più trasversale si possa immaginare nello sviluppo di una strategia di digital marketing. Fare SEO oggi significa mettere il naso (e le mani) su tutti i touchpoint di digital marketing, andando a creare uno schema di coerenza e prominenza che, solo in ultima analisi, sono riconducibili a link e keyword.

 

Se si parte dalla fase iniziale, l’analisi riguarderà la pianificazione della struttura dei contenuti, della concorrenza e dello sviluppo dei contenuti che, sin dalla fase testuale, dovranno lavorare con obiettivi specifici e ben chiari a tutti gli attori coinvolti. Allo stesso modo, un progetto SEO che parte in un secondo momento, quando il sito web o l’e-commerce sono già stati sviluppati e pubblicati, dovrà farsi carico di individuare, come primissima cosa, le eventuali problematiche on-site, gli elementi che, per qualche motivo, bloccano la visibilità e, di conseguenza, il traffico verso il sito/e-commerce.

A seguire, spostando il focus del progetto su un terreno di relazione e di strategia, bisognerà concentrare gli sforzi sulla creazione e distribuzione di contenuti su altri punti di ascolto, diversi dal proprio, in modo da portare visibilità, traffico, prominenza e ranking su Google. Questa fase, oggi, è molti simile alla native advertising ma, se fatta con interlocutori forti e con una buona reputazione nella propria nicchia di ascolto, può anche essere chiamata influencer marketing. Queste branche del Digital Marketing hanno sempre più tratti in comune tra loro.

Come può dunque, un imprenditore o un ecommerce manager, destreggiarsi in un mondo così complesso? Quali sono gli elementi di cui tenere conto nel percorso di scelta del partner che dovrà aiutarci nel migliorare la qualità del traffico proveniente da Google? In un mondo complicato, dove un’agenzia non può rispondere dei “capricci algoritmici” di un motore di ricerca che macina miliardi di pagine al giorno, quali sono gli elementi da tenere in considerazione per distinguere i professionisti dai “dilettanti allo sbaraglio”?

Purtroppo, la discriminante del prezzo non è un indicatore preciso, perché non esiste oggi un’entità “Progetto SEO” standard, che possa essere usata come riferimento. Non esistono capitolati e nemmeno la possibilità di stilare un computo metrico per lo sviluppo di un progetto SEO. Dentro a questa definizione ci sono attività molto distanti tra loro, che possono anche non escludersi a vicenda.

 

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Come si fa a scegliere un’agenzia SEO?

Anche in questo caso non è possibile stilare l’identikit dell’agenzia SEO ideale, ma è possibile tenere conto di alcuni aspetti fondamentali, che possono aiutare un imprenditore o e-commerce manager a operare la scelta più sensata possibile. Abbiamo individuato 6 domande che andrebbero sempre poste a chi voglia farsi carico di sviluppare un progetto SEO per conto di un’azienda.

1. Qual è il piano operativo specifico per migliorare il posizionamento del mio sito web o e-commerce?

Come scrivevamo sopra, spesso la SEO viene vista (o presentata ad arte) come qualcosa di metafisico e impalpabile. Con la richiesta di sviluppare un’attività SEO, spesso non si ha nemmeno ben chiaro di cosa si stia parlando.

L’interlocutore ideale dovrebbe essere in grado di presentare, con trasparenza e semplicità, il proprio approccio metodologico. In una fase preliminare, chi si propone per sviluppare un progetto SEO, dovrebbe saper presentare quali siano gli step operativi da tenere in considerazione e quale sia la propria posizione su tematiche più calde, come l’ottimizzazione dei contenuti sul sito e l’acquisizione di link esterni.

2. Qual è la vostra posizione rispetto alla gestione dei link in ingresso?

Proprio sulla questione “acquisizione link esterni” oggi si combattono le “religion war” più cruente. Taluni negano l’esistenza dei link come fattori di posizionamento. Altri non la negano, ma portano avanti la crociata del “link earning”, come unico elemento possibile per “spingere” un sito o un e-commerce. Altri, più spregiudicati, partono dalla vendita di link a “un tot al kilo” e tutto il resto è noia… qual è la nostra posizione su questo argomento? CHIEDICELO! 😊

3. Quali sono le vostre esperienze, i risultati raggiunti off-site in progetti complessi, che abbiano coinvolto diversi soggetti?

L’esperienza (dimostrabile) è forse l’elemento più importante di cui tenere conto per scegliere l’agenzia SEO cui affidarsi. Soprattutto per progetti complessi, pensare alla SEO come a qualcosa legato semplicemente a keyword e link è riduttivo, oltre che rischioso. Chi si occupa di SEO in un progetto complesso, spesso fa da trait d’union tra soggetti diversi che, come in un’orchestra, devono sapersi muovere in sincrono: Digital PR, Social Media, SEM, sono tutte attività che hanno ricadute nelle attività SEO e che, se coordinate correttamente, possono portare risultati che vanno oltre la somma delle singole parti.

4. Avete esperienze sulla local SEO?

L’idea di pensare a livello globale e di agire a livello locale non è nata in questi ultimi anni, ma è un retaggio che arriva da lontano. L’esperienza nella local SEO può non tornare utile nella totalità dei progetti, ma è importante per tutte quelle situazioni in cui è necessario portare risultati concreti in aree geografiche specifiche.

 

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5. Quali sono gli strumenti che utilizzate?

Fare SEO non è un’attività legata (solo) all’intuito o alle capacità personali. È un’attività con forti connotazioni scientifiche che, se implementata ad un certo livello, non può essere fatta “a mano”. È necessario avvalersi di strumenti dedicati che, come per qualsiasi professione, costano. E più aumenta il valore produttivo di un’agenzia, più aumenta il livello degli strumenti di cui si dota. Chiariamo: non è lo strumento a fare il professionista, ma il fatto che un’agenzia si possa permettere di usare determinati tool e servizi, fa capire quali e quanti progetti gestisce per poterseli permettere. Quali sono gli strumenti SEO che usiamo in GBS? CHIEDICELO!

6. Quali sono gli indicatori di performance che adottate per misurare la qualità del lavoro svolto?

Uno dei punti critici di un progetto SEO è la rappresentazione concreta, inoppugnabile, dei risultati raggiunti e del lavoro svolto. Spesso ci si perde in chiacchiere metafisiche, dove ci si dimentica totalmente di definire con precisione quali saranno gli indicatori di performance da tenere in considerazione (KPI) nello svolgimento delle attività definite. Allo stesso modo, è vitale definire a priori degli obiettivi numerici, misurabili, che dicano in maniera oggettiva se il lavoro svolto sia andato nella direzione progettuale desiderata. In assenza di KPI e obiettivi ci si muove nell’insidioso mondo delle “sensazioni” che, per definizione, possono essere soggettive e manipolate.

Queste sono le domande che vorrei ci fossero poste da un potenziale cliente che abbia la necessità di affidare ad un’agenzia come la nostra lo sviluppo della presenza della propria attività sul web. Abbiamo parlato di SEO, ma alcune domande potrebbero essere facilmente adattate anche ad altre attività legate al Digital Marketing.
Vuoi farci queste domande? Diccelo!!

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