Nello scorso articolo abbiamo parlato di realtà aumentata e di come questa può portarci a nuove interazioni con la realtà effettiva di tutti i giorni.

La REALTA’ VIRTUALE invece prevede un meccanismo inverso rispetto al predente, non stiamo più portando costrutti virtuali, per farne esperienza, integrandoli nella realtà ma stiamo portando la nostra percezione sensoriale in un mondo costrutto.

Questa forma di virtualizzazione è già presente da diversi anni, anche se il suo effettivo utilizzo è rimasto a lungo, oltre che molto imperfetto, limitato ai videogame.

Oggi stiamo vedendo come queste esperienze vissute in mondi di fatto inesistenti stiano uscendo dal semplice campo dell’intrattenimento per espandersi in campi professionali.

Ma cosa vuol dire utilizzare la REALTA’ VIRTUALE in ambiti professionali? Provate a immaginare un chirurgo che debba fare pratica su determinati e impegnativi interventi, tramite un apposito simulatore potrà praticare su pazienti virtuali e acquisire la dimestichezza necessaria in modo virtuale per poi applicarla nella realtà.

Ovviamente la REALTA’ VIRTUALE non deve e non può sostituire un’ esperienza reale ma può sicuramente agevolare determinate operazioni.

L’altro aspetto della REALTA’ VIRTUALE dove ne abbiamo sentito parlare sono i videogiochi, questo sicuramente è l’ambito dove la REALTA’ VIRTUALE si è espressa al meglio, anche se dispositivi come l OCULUS RIFT al momento sono ancora troppo costosi.

Il rapporto con un dispositivo VR cambia drasticamente il gameplay di un gioco portandolo a un livello molto diverso, giochi o simulazioni che normalmente sarebbero esperienze deludenti in VR diventano molto divertenti.

La più grande perplessità verso questi sistemi, di questo e del precedente articolo, è ancora una volta l’utente, l’interazione con lo stesso di questi sistemi sarà il vero perno su cui incentrare i prossimi sviluppi.

Come in computer negli anni 90, in cui fecero il vero boom, ci saranno detrattori e sostenitori ma come tutti i MEZZI saranno gli utilizzatori a fare la differenza, come dico sempre non è importante amare o odiare un determinato mezzo ma se vogliamo amarlo o anche solo utilizzarlo allora dovremo esserne coscienti e imparalo in modo proprio.

Questo per non rimanerne schiavi, la maggior parte degli utilizzatori usa i mezzi informatici non sapendo minimamente le regole corrette di utilizzo.

Questo perché l’informatica è stata spacciata per un sistema semplice che non necessita di un’istruzione specifica, ma proprio come le automobili avrebbe bisogno di un apposito patentino (a livello professionale ovvio).

Ma tornado al discorso principale nei prossimi anni vedremo una nuova evoluzione dei nostri sistemi e delle interazioni con essi, facciamoci trovare pronti ad assorbire, nuovamente, tutto il necessario per utilizzarli al meglio.

E come dico sempre, stiamo a vedere cosa ci proporrà questa nuova REALTA’ VIRTUALE o reale che sia…

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