Market Finder di Google è uno strumento gratuito messo a disposizione da Google, che serve a valutare nuovi mercati esteri in funzione dell’internazionalizzazione del nostro e-commerce. È conosciuto da pochi utenti, ma contiene una serie di informazioni che possono rivelarsi molto importanti in vista di un’espansione del proprio business all’estero.

Tra le informazioni principali, troviamo il volume di ricerche effettuate in un determinato paese, per i prodotti che intendiamo esportare e viene fornita anche una stima del CPC medio, per competere con Adwords in quel mercato. Google Market Finder, ovviamente, non è solo questo, ma molto, molto altro. Procediamo con ordine.

Cos’è Google Market Finder

Recentemente rivisto graficamente (e insignito di prestigiosi premi) Google Market Finder può essere utile per tutti coloro che intendano considerare l’idea di entrare in mercati esteri sconosciuti, localizzando il proprio ecommerce. È anche utile, a livello preliminare, per raccogliere le idee su progetti di e-commerce in full outsourcing, in modo da comprendere le reali criticità e possibilità che mercati sconosciuti possano offrire.

Questo strumento è suddiviso in 3 aree principali:

Google Market Finder ci restituisce una serie di insight, aggregando informazioni personalizzate e generiche, in modo da aiutarci a scegliere quale nuovo mercato offra i migliori presupposti.  

 

A cosa serve Market Finder di Google

Google Market Finder mette insieme informazioni diverse, che possono aiutarci a prendere la decisione di localizzare il nostro ecommerce e fare determinati investimenti per “aggredire” un nuovo mercato. Uno degli errori classici, infatti, è quello di credere che per vendere all’estero sia sufficiente avere le schede prodotto in inglese, senza considerare altri aspetti fondamentali, come gli investimenti pubblicitari, i concorrenti e lo stato di salute del paese in cui vorremmo andare a vendere i nostri prodotti.

Google Market Finder ci aiuta a fare proprio questo: dopo una breve analisi automatizzata, viene creata una classifica di opportunità di mercati esteri, ordinata per volumi di ricerche di termini correlati ai prodotti che vendiamo. Una volta realizzata la short list di paesi da analizzare, ci vengono restituite informazioni che, fondamentalmente, mettono in luce questi aspetti:

  • dimensioni del mercato;
  • costo per click medio su Adwords per keyword correlate alle categorie di prodotto portate in analisi;
  • competitività;
  • potere di acquisto della popolazione del paese analizzato;
  • stato di salute delle infrastrutture;
  • semplicità di avvio di un business in quel paese;

I 3 step in cui è suddiviso Google Market Finder ci aiutano a individuare opportunità, pianificare le operazioni necessarie e metterle in pratica. Ogni sezione è caratterizzata da guide e link alle varie risorse pubblicate nell’interessante hub editoriale sulla pubblicità online “Think with Google”.

 

Find new Opportunities

La prima sezione di questo strumento ci offre una serie di informazioni, che vedremo in dettaglio più avanti, sul paese scelto per l’analisi. Le altre due sezioni, “plan your business” e “market your business”, invece, ci offrono una serie di contribuiti (guide e linee) che ci forniscono utili informazioni e insight su come espandere un business in un mercato straniero.

 

Plan your Operations

Nella sezione dedicata alla pianificazione, vengono presentati diversi argomenti, da considerare prima di avviare il business in uno dei nuovi mercati individuati. L’overview di questa sezione è diviso in 6 temi, che poi vengono sviluppati singolarmente, con ulteriori infomazioni, link a guide e risorse e link a eventuali partner che possano aiutarci a gestire quello specifico aspetto in un nuovo mercato.

Le aree della sezione dedicata alla pianificazione sono:

  • Localizzazione (localization);
  • Sistemi di pagamento (Global payment);
  • Customer care;
  • Logistica internazionale (International logistics);
  • Assumere talenti (talent recruiment);
  • Tasse e aspetti legali da considerare (Tax & legal);

Volendo fare un esempio delle informazioni che è possibile trovare in questa sezione, possiamo dare un’occhiata alla sezione “global payments“. Senza un’analisi preliminare, potremmo essere portati a pensare che i sistemi di pagamento utilizzati nel nostro e-commerce nel mercato domestico, siano adeguati e utilizzati dai clienti anche nei nuovi mercati che andremo ad affrontare. Sbagliato: ogni paese presenta caratteristiche e abitudini peculiari, sin dalla scelta del sistema di pagamento da usare per comprare online.

Nel nostro esempio, abbiamo considerato 3 nuovi mercati potenziali per i nostri prodotti (orologi e accessori): Germania, Regno Unito e Stati Uniti.

Negli Stati Uniti, il sistema di pagamento più diffuso è la carta di credito (33%), seguito dalle carte di debito (23%). Nel Regno Unito le carte di credito non raggiungono il 16% delle transazioni, mentre le carte di debito sfondano addirittura quota 41%. Nel Regno Unito i bonifici per pagare gli acquisti online arrivano a malapena al 4% e negli USA al 7%, mentre in Germania questo sistema di pagamento è il più utilizzato e raggiunge quota 40%.

 

Market your Business

Nella sezione dedicata all’operatività, ci vengono proposti due argomenti principali: “Global marketing strategy“, per ottenere informazioni utili sulla pianificazione di una nuova strategia di marketing in un mercato nuovo; e “Analytics and measurement“, perché senza la definizione di obiettivi e KPI, non ha senso alcuna azione.
A seguire, 4 box che rimandano ad approfondimenti operativi sulle opportunità offerte dagli strumenti pubblicitari messi a disposizione da Google: search advertising; Display advertising; Video advertising e App advertising.

 

Dashboard

Nella dashboard sono presenti i link diretti ai 3 step operativi di Market Finder e il link alle preferenze.

 

Focus su “Find new Opportunities”

Ogni sezione di Google Market Finder è caratterizzata dalla presenza di dati segmentati per i singoli Paesi analizzati, link a strumenti specifici e guide o casi di studio utili per affrontare le singole attività di pianificazione o operatività.

Di seguito entreremo nello specifico della prima sezione di Google Market Finder, quella dedicata alla scelta dei mercati da analizzare

Da dove si parte?  

Si parte dall’URL dell’e-commerce che si vuole far analizzare dal tool. Market Finder, recupererà in automatico le categorie merceologiche e la localizzazione del mercato domestico.

Nella schermata successiva, vengono restituite due informazioni fondamentali: il mercato domestico (che il tool, appunto, ricava automaticamente) e i mercati esteri nei quali rileva le migliori opportunità. Non è uno strumento di Business Intelligence, ma aggrega una serie di informazioni che possono tornare utili per prendere decisioni di tipo strategico (o consolidare quelle già prese). Nel nostro esempio, abbiamo simulato l’analisi per ricavare informazioni e opportunità per la vendita all’estero di orologi e accessori.

Nel tab “suggested market opportunities” troviamo i mercati suggeriti e quelli che abbiamo inserito nella cosiddetta “short list” (al momento possono essere selezionati al massimo 3 mercati da inserire in short list).

Quali informazioni troviamo? Come anticipavo, vengono restituite una serie di informazioni provenienti da fonti diverse e, appunto, possono aiutare per prendere decisioni più consapevoli.

  • “Monthly searches across categories”. In questa sezione viene restituito il numero di ricerche sul Google locale, per termini correlati ai prodotti venduti sul nostro e-commerce.
    “Adowords recommended bid”: lo strumento qui ci fornisce l’indicazione (molto spannometrica) della competitività del paese selezionato, indicandoci la spesa per CPC medio per keyword correlate ai nostri prodotti;
  • “Ease of doing business index (rank)”. E’ una classifica che tratta la difficoltà di avviare business nel paese selezionato. L’indicatore va da 1 a 190 (rappresenta il numero di paesi nel mondo). La parte alta della classifica indica l’estrema semplicità per un’azienda estera di impiantare il proprio business nel mercato selezionato. Al contrario, un punteggio molto alto, indica l’estrema difficoltà per un soggetto estero di localizzarsi in quel mercato selezionat;
  • “Household net disposable income”. Questa cifra indica il reddito medio, al netto delle tasse. Non serve specificarlo, ma può essere utile per valutare la capacità di spesa di un paese.

In relazione a ciascun box riassuntivo per ciascun mercato selezionato, è presente il bottone “more details” che, espandendosi, rivela altre utili informazioni relative al paese selezionato.
Troviamo la dimensione della popolazione (Population size); le lingue parlate (Languages spoken) con la relativa % di distribuzione nel Paese; la valuta (currency).
L’indice di corruzione percepita (Corruption perception index): la fonte di questo indice è Transparency.org e, in pratica, in una scala da 1 a 100, indica il tasso di corruzione percepita per avviare un’attività imprenditoriale nel Paese selezionato;
L’età media (median age) del Paese selezionato (questa è facilmente comprensibile).

Per alcune nazioni, forse dove le informazioni sono più disponibili, vengono fornite anche le segmentazioni per fasce d’età e sesso della popolazione.

Le informazioni restituite da Google Market Finder non si limitano a dati socio-demografici facilmente rintracciabili altrove, ma aggrega tutta una serie di altre informazioni, dimostrandosi così utile in un’analisi esplorativa di un mercato non (ancora) presidiato.

Ecco dunque che, in relazione a ciascun mercato, vengono fornite informazioni relative a tutta un’altra serie di argomenti:

  • Economic profile
  • Search and advertising
  • Online profile
  • Purchase behaviour
  • Logistics

 

Economic profile

Nella sezione “economic profile” troveremo informazioni circa il PIL, la capacità produttiva della popolazione, la capacità d’acquisto in relazione al PIL; il tasso di crescita del prodotto interno lordo del paese e il tasso di disoccupazione. Insomma, informazioni utili per capire se un Paese che non presidiamo potrebbe offrirci solide opportunità commerciali.
Subito a seguire troviamo il valore dell’indice globale di competitività; di nuovo, la posizione nella classifica globale per semplicità nell’impiantare attività commerciali/imprenditoriali nel paese selezionato.

Viene riportato il valore dell’indice globale per le performance logistiche (“logistics performance index”). Per quanto il valore numerico possa apparire semplicistico, questo valore viene determinato da una serie molto complessa di fattori: efficienza dell’infrastruttura logistica, collegamenti verso l’estero, complessità burocratiche, eccetera.

Infine, in questo tab viene riportato il grafico con i sistemi di pagamento in uso dai merchant nel paese selezionato e la % di utilizzo da parte dei consumatori.

 

 

Search and Advertising

Il tab search and advertising riporta i dati già presenti nella dashboard riassuntiva iniziale.

 

Online profile

Il tab “online profile” ci riporta alcuni dati sulla penetrazione del digital nell’uso e nelle infrastrutture del paese selezionato. Possiamo ricavare dati sulla % della popolazione connessa a internet; la % di popolazione che può accedere a connessioni ad alta velocità (utenze domestiche o punti pubblici, che riescano a viaggiare a velocità di almeno 256 kbit/s). Serve a comprendere lo stato di salute dell’infrastruttura tecnologica del paese.

Il tab, poi, restituisce informazioni di tipo personale: la % di popolazione che usa la rete per scopi non connessi all’attività professionale, la % di utenti online che guardano video su dispositivi mobili e la ripartizione tra sistemi ios e Android nel paese selezionato. Anche in questo caso, è altrettanto interessante fare dei paragoni tra il nostro Paese e la nazione “esplorata”.

 

 

Purchase behavior

“Purchase behavior” è forse il tab più interessante per comprendere se, in un determinato mercato estero, esistano o meno i presupposti per internazionalizzare il proprio business.

La prima voce, ci riporta la % di utenti che scoprono l’esistenza di un determinato prodotto, durante una ricerca online.

La seconda voce, invece, ci restituisce la % di utenti che scoprono online un prodotto, attraverso la pubblicità (advertising) e non come risultato di una ricerca online.

Il terzo, interessantissimo, ci riporta la % di utenti che usano esclusivamente le ricerche online per scoprire/trovare attività commerciali online.

A seguire abbiamo la suddivisione degli usi dell’online nel percorso decisionale d’acquisto: valutazione online per acquisto in negozio; ricerca e ispirazione iniziale; comparazione e ricerca di pareri e consigli online.
Google Market Finder, poi, tirando un po’ l’acqua al proprio mulino, ci riporta la % di utenti che, online, utilizza il motore di ricerca per prendere decisioni d’acquisto (in questo caso, UK e Italia si equivalgono col 45%).

Viene riportata anche la segmentazione dei comportamenti di acquisto di prodotti all’estero. Ci dice qual è il livello di predisposizione dei consumatori per acquistare online, anche prodotti provenienti dall’estero, ma ci fornisce anche indicazioni sul tipo di concorrenza che ci troveremmo a fronteggiare. Infine, vengono riportati i dati e la ripartizione dell’uso di dispositivi desktop, tablet e mobile, nel percorso di scoperta e successivamente di acquisto di prodotti online.

 

Logistics

L’ultima voce per l’analisi preliminare delle opportunità offerte da nuovi mercati esteri, è dedicata alla logistica e agli adempimenti formali per le attività di import e export nel Paese selezionato.

Qui troviamo informazioni circa i tempi e i costi per espletare le formalità necessarie per compilare e trasmettere i documenti per le importazioni e le esportazioni, oltre ai costi relativi a ciascuna formalità (il tab dedicato all’Italia è molto scarno, mentre gli altri paesi utilizzati come esempio contengono, di fatto, tutte queste informazioni).

 

Conclusioni

Questo strumento aggrega molte informazioni provenienti da fonti diverse, presentandole in maniera chiara e graficamente piacevole. Come detto, non si tratta di un servizio di Business Intelligence e, ovviamente, non si può sostituire ad un accurato lavoro di analisi preliminare per valutare tutti i fattori che vengono coinvolti nell’avvio di un business (digitale) in un Paese straniero.

Ad ogni modo, Google Market Finder può essere utile per farsi venire delle idee e per verificare che, determinati aspetti critici o di opportunità, possano essere gestiti al meglio.

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