Da qualche giorno circola la notizia di un nuovo social network: Ello. A differenza dei concorrenti, Facebook in primis, il manifesto del progetto che sta dietro ad Ello parte dal principio che nessun dato personale personale dei propri utenti verrà mai venduto ad aziende che vogliano usarli per targettizzare pubblicità.

Alcuni fattori fanno pensare che il progetto Ello potrebbe anche decollare, viste le recenti perplessità generate dalla nuova policy di Facebook che obbliga gli utenti ad utilizzare il proprio nome reale. Ed anche la politica esplicita di Facebook, che utilizza (vende) i dati di profilazione ai propri inserzionisti, per rendere più efficaci gli annunci pubblicitari sul sito, non favoriscono di certo l’amore per chi vede queste pratiche come il fumo negli occhi.

Il manifesto di Ello parla chiaro:

Your social network is owned by advertisers.

Every post you share, every friend you make and every link you follow is tracked, recorded and converted into data. Advertisers buy your data so they can show you more ads. You are the product that’s bought and sold.

We believe there is a better way. We believe in audacity. We believe in beauty, simplicity and transparency. We believe that the people who make things and the people who use them should be in partnership.

We believe a social network can be a tool for empowerment. Not a tool to deceive, coerce and manipulate — but a place to connect, create and celebrate life.

You are not a product.

Quindi, i creatori di Ello giurano che i dati degli utenti non saranno mai mercificati.

Ello è attualmente in fase beta ad inviti. Alcuni influencers sono stati riforniti di inviti da distribuire tra i propri follower, in modo da generare attesa e renderne la notizia succosa.

Ma come si prefissano, allora, di “stare in piedi”? Un servizio che punti a fare concorrenza alla serie A dei social network, proponendosi come alternativa etica, come crede di superare le fasi iniziali, andando a regime, sino a raggiungere un buon numero di utenti? 

Pare che il modello “aziendale” dietro ad Ello sia quello di una base funzionale totalmente gratuita per gli utenti che vogliano iscriversi e provarlo. A seguire, qualora le esigenze dell’utente cambiassero, saranno disponibili una serie di servizi premium che, in teoria, dovrebbero consentire la sussistenza di Ello. Sarà sufficiente per competere in un settore agguerritissimo?

Siamo di fronte ad un nuovo Facebook, o ad un nuovo Volunia?

 

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