Capita spesso che alcune prassi aziendali non prevedano l’impiego di procedure legalmente corrette, semplicemente perché mai nessuno si è preoccupato di informarsi su quali siano gli obblighi da rispettare per non incorrere in sanzioni.

Tra queste prassi troviamo sicuramente quella di smaltire i toner e le cartucce senza gestirne correttamente lo smaltimento. Obiettivo di questo articolo è la definizione delle attività da svolgere affinché la prassi diventi per l’azienda una corretta metodologia di gestione dei consumabili esausti. Per fare ciò dobbiamo prendere in considerazione i consumabili esausti di:

  • fax;
  • stampanti;
  • fotocopiatori;
  • multifunzioni.

Innanzi tutto è corretto definire i toner e le cartucce delle stampanti inkjet, esauste una volta che hanno concluso il loro ciclo di vita. Pertanto, una volta esauriti, i consumabili diventano rifiuti speciali, che possono essere considerati pericolosi o non pericolosi, in funzione della loro composizione. Il rifiuto all’interno di cartucce e toner, è in sostanza una polvere molto fine contenuta all’interno dell’involucro di plastica. In base al tipo di polvere utilizzata, il rifiuto viene classificato come:

  • speciale pericoloso;
  • speciale non pericoloso.

Proprio questa differenza determina obblighi di legge e modalità di smaltimento.

Per capire se una cartuccia o un toner sono rifiuti pericolosi o non pericolosi, è sufficiente osservare il codice identificativo, il codice CER che ogni produttore deve indicare in un’apposita certificazione che viene allegata ad ogni prodotto.

In sostanza, secondo la normativa vigente, esistono due diversi codici CER per i toner esausti:

– 08 03 17* toner per stampa esauriti, contenenti sostanze pericolose;
– 08 03 18 toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 17.

Esistono quindi modi e luoghi deve smaltire questi rifiuti speciali, poiché essi non possono essere collocati all’interno dei comuni bidoni della spazzatura (ne della plastica ne tantomeno dell’indifferenziata), né in altri bidoni generici atti ad ospitare dei rifiuti ordinari.

Per assolvere in modo regolamentare allo smaltimento potremo provvedere in diversi modi:

– attraverso un’isola ecologica, ossia di un centro di raccolta organizzato dal Comune in un’area apposita, ove i cittadini possono recarsi per consegnare i rifiuti da smaltire attraverso un normale sistema di raccolta, dove si possono consegnare rifiuti ingombranti come mobili ed elettrodomestici;
– attraverso contenitori specifici, predisposti presso alcuni enti pubblici, assicurazioni, istituti bancari, e che periodicamente vengono svuotati da apposite ditte incaricate;
– attraverso centri Eco Store, ossia attraverso dei negozi che si preoccupano di smaltire toner e cartucce usati per mezzo di contenitori Eco Box, destinati a contenere esclusivamente questo tipo di rifiuto.

toneresausti

Ogni azienda deve poter conservare i toner esausti all’interno di appositi contenitori, da svuotare almeno una
volta l’anno usufruendo dei servizi offerti da ditte specializzate nello smaltimento e/o nel recupero di questi
materiali.

Nel caso specifico in cui l’azienda utilizzi per le proprie stampanti toner o cartucce considerati rifiuti speciali pericolosi del tipo 08 03 17* dovrà adempiere ad alcuni obblighi di seguito elencati:
– L’iscrizione al Sistri (che prevede un sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti);
– L’allestimento di un deposito temporaneo all’interno dell’azienda con un accesso limitato solo a personale autorizzato.
– La costituzione di un registro di carico e scarico presso la Camera di Commercio di riferimento. All’interno del registro devono essere annotati i movimenti dei rifiuti speciali pericolosi prodotti. Il registro deve essere compilato entro dieci giorni dalla produzione del rifiuto, prima dell’avvio del trasporto, e comunque devono essere conservati per i cinque anni successivi.
– Dovrà essere contattato un trasportatore autorizzato, che potrà ritirare i rifiuti compilando un apposito formulario, detto formulario identificativo del rifiuto (FIR) da redigere in 4 copie, dove una copia dovrà rimanere presso l’azienda mentre le altre tre, da controfirmare e datare in da parte del destinatario. Queste sono acquisite dal destinatario e dal trasportatore, il quale provvederà a trasmetterne una all’azienda che ha prodotto i rifiuti.
– Il produttore del rifiuto deve inoltre compilare il modello unico di dichiarazione ambientale (detto MUD) che tiene traccia dei movimenti dei rifiuti prodotti, che va presentato alla Camera di Commercio entro il 30 aprile di ogni anno.

Va quindi ricordato che FIR, MUD e Registri di Carico/Scarico sono i documenti che, più di frequente, vengono richiesti in caso di controllo dei rifiuti speciali.

Ricordiamo quindi la necessità di “prendersi cura” di questo tipo di rifiuti. Non occuparsene, significa mettere a rischio la nostra azienda, con la possibilità che in modo “inconsapevole” a seguito di un controllo si possa essere multati poiché tali rifiuti non vengano trattati in modo appropriato.

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