Ecco perchè l’Affiliate Marketing ha cambiato il mercato. Spiegazione dei vantaggi, del funzionamento e dei metodi di utilizzo.

Cominciamo con un po’ di dati. Ci sono 7.5 miliardi di persone sulla terra. A gennaio 2017 gli utenti internet ammontavano a quasi 3.8 miliardi in continua e rapida crescita. Solamente in Italia vivono 60.5 milioni di cittadini e quasi 40 milioni utilizzano Internet. Quello del web è un mondo vasto e sterminato e là fuori ci sono milioni di persone che desiderano di essere raggiunte.

Per un’azienda un risultato straordinario sarebbe arrivare a tutti gli utenti potenzialmente interessati ai propri prodotti, ma nella realtà dei fatti è (quasi) impensabile riuscirci. Solo colossi mondiali del calibro di Coca-Cola o Apple hanno la forza per raggiungere ogni angolo del pianeta e neppure in questo caso si ha la certezza che l’ultima novità fresca di fabbrica riesca ad essere pubblicizzata ovunque. Se magari quasi tutti hanno sentito parlare della Vanilla Coke (coca alla vaniglia), quanti sapevano dell’esistenza della Jats Taccola, la Coca-Cola all’aglio famosa in Giappone? E della Inka Cola prodotta in Perù?

Promuoversi e raggiungere un vasto pubblico è un’operazione
complicata e dispendiosa 
che richiede ingenti risorse
economiche e infrastrutture tecnologiche adeguate.

È da questo contesto che deriva il concetto di Affiliate Marketing. L’Affiliate Marketing è una strategia promozionale che consiste nel reclutare affiliati che promuovano il prodotto e raggiungano il potenziale cliente al posto dell’azienda. Con le dovute proporzioni, sia in termini tecnologici che di capillarità, l’Affiliate Marketing può essere equiparato al vecchio passaparola. Intendiamoci, non si tratta di un concetto innovativo che ha rivoluzionato il mondo del marketing: un’idea simile la si può ricondurre già all’epoca pre-digital, quando magari un parrucchiere offriva uno sconto ad una propria cliente se lei portava un’amica.

affiliate marketing passaparola

Con l’introduzione del computer e la l’avvento di Internet, questa strategia di marketing è venuta alla ribalta e si è consolidata con il passare del tempo. Il primo programma di Affiliazione di Amazon risale al 1996, due anni dopo la creazione dell’azienda. Ma ancora prima era sfruttato abbondantemente (e lo è tuttora) nei canali digitali dell’industria del porno. Tuttavia è solamente nell’ultimo decennio ed in particolare nell’ultimo lustro che l’Affiliazione ha trovato la propria dimensione all’interno del funnel di acquisizione utente nel campo del web marketing.

Nel 2008 gli Stati Uniti hanno sentito l’esigenza di regolare il mercato con l’introduzione della Affilate Nexus Tax (ribattezzata poi Click-Through Tax) e si stima che nel 2016 l’indotto di queste attività abbia generato nelle casse americane quasi 4.5 miliardi di dollari. Le cifre del 2017 non sono note, ma è previsto un trend positivo sia per quello corrente che negli anni a venire, seppur in lento rallentamento.

Ma come funziona esattamente l’Affiliate Marketing?

Per una spiegazione dettagliata sul funzionamento bisognerebbe addentrarsi in questioni tecniche spinose: dall’utilizzo di ADV-Platforms, ai tracciamenti tramite Pixel o Post Back, fino alla preparazione di Creatività con determinate caratteristiche. Ciascun funnel prevede un percorso e non è detto che questo richieda l’utilizzo di tutti gli elementi citati finora. Tuttavia non è questo il luogo adatto per delucidazioni specifiche, né l’intento dell’articolo. Qui vogliamo chiarire tre concetti fondamentali che descriveremo brevemente e che andremo ad approfondire in seguito perché ciascuno di questi merita un articolo a sé stante:

 I vantaggi dell’Affilate Marketing
Come funziona l’Affiliate Marketing
Perché l’Affiliate Marketing Funziona

 

I VANTAGGI DELL’AFFILIATE MARKETING

Ritorniamo alla frase di apertura: “promuoversi e raggiungere un vasto pubblico è un’operazione complicata e dispendiosa che richiede ingenti risorse economiche e infrastrutture tecnologiche adeguate”. Il primo grande vantaggio dell’Affiliate Marketing va a colmare proprio questa lacuna: non sarà più necessario che il tuo brand raggiunga tutti gli utenti, ma saranno gli affiliati a fare parte di questo lavoro. Abbiamo usato le parole “parte di” proprio perché vogliamo sottolineare come questa strategia non vada a sostituire tutte le attività da sempre portate avanti. Attenzione: si tratta di un canale aggiuntivo da affiancare alle operazioni quotidiane, non deve sostituirle.

In genere quando si parlare di Affiliate Marketing ci si riferisce a un modello a performance. Talvolta si lavora puramente a prestazioni, in altre circostanze (specialmente per le strategie più complesse e a lungo termine) si introduce uno schema ibrido, dove entrano in gioco più fattori: dai volumi alle conversioni, dalla durata al budget disponibile.

I vantaggi dell’Affiliate Marketing sono numerosi e notevoli: permettono un’estrema capillarità, senza sprechi. Laddove ci sono i risultati, allora c’è un esborso economico, che deve essere ovviamente pattuito a priori. Se invece non arrivano conversioni o quelle che ci sono non vengono validate (per un qualsiasi motivo), ecco che l’azienda non dovrà riconoscere nessuna commissione.

COME FUNZIONA L’AFFILIATE MARKETING

Il funzionamento è molto intuitivo: un’azienda passa attraverso un intermediario (affiliato) per raggiungere un cliente. Se la vendita si conclude, con i soldi incassati si paga una provvigione all’intermediario che ha messo in contatto i due attori. Se invece la transazione non si concretizza, nessuna commissione viene percepita. Questo appena descritto è un esempio generale particolarmente semplificato, però è sufficiente a chiarire di che cosa stiamo parlando.

Basandosi su un modello prestazionale, l’affiliazione necessita di strumenti per conteggiare e tracciare correttamente il comportamento degli utenti sul web. Bisogna poi stabilire in quale occasione l’affiliato riceve la commissione e di quale entità. In base agli obiettivi prefissati, al canale stabilito ed ai materiali utilizzati si può lavorare a CPM (Costo per Mille), CPC (Costo per Click), CPL (Costo per Lead), CPA (Costo per Acquisto – fisso sulla vendita e indipendente dal prezzo) o CPS (Costo per Sale – percentuale sulla vendita). In alcune circostanze si può ricorrere a prestazioni ibride. Eccone due esempi:

  • Si è stabilito che per una campagna il CPA vale 7€. Se però il mio prodotto riceve almeno 10 000 click unici, allora il valore si alza e la commissione raggiunge gli 8€.
  • Nella campagna da veicolare ogni lead viene pagato 15€, ma solo se si arriva ad un tasso di apertura di una DEM del 10%. In caso contrario il valore del lead si dimezza.

Di nuovo, si tratta di esempi astratti che però rendono bene l’idea del funzionamento. I ragionamenti alla base delle formule ibride possono essere i più disparati.

programma affiliazione

PERCHÉ L’AFFILIATE MARKETING FUNZIONA

Quanto descritto fino ad ora delinea un meccanismo capace di raggiungere un ampio numero di utenti, ma allo stesso tempo di farlo senza alcun spreco di risorse. Le aziende che sfruttano questo modello sanno esattamente dove investono i propri risparmi, quanto questi abbiano fruttato e quali risultati siano arrivati.

Si tratta di una formula vincente perché ne beneficiano tutti gli attori in gioco. Il nostro brand, attraverso gli affiliati, raggiunge un numero maggiore di utenti. L’affiliato può incassare una commissione senza avere di fatto un prodotto proprio da vendere, ma semplicemente mettendo in comunicazione domanda e offerta. Infine, ne beneficiano anche i potenziali clienti perché vengono messi a conoscenza di un’offerta che a loro può interessare.

 

Dal lato del publisher: i programmi di affiliazione

Di programmi di affiliazione ce ne sono migliaia in giro e di qualsiasi natura. Alcuni sono estremamente seri, altri meno. Qualcuno addirittura promette valanghe di soldi senza fatica. La realtà dei fatti è che l’affilazione permette il guadagno, laddove c’è un lavoro sodo alla base. Per portare persone alla conversione bisogna innanzitutto avere traffico pulito e studiare un funnel adeguato. A quel punto serve spingere gli utenti verso la direzione desiderata.

Ovviamente, prima ancora di cominciare questo processo, è necessario avere un prodotto da pubblicizzare. Amazon, per esempio, permette di affiliarsi e veicolare oltre 1 milione di prodotti, così da poter scegliere quello più idoneo al proprio pubblico di riferimento. Un altro celebre programma di affiliazione è quello di iTunes della Apple, dove è possibile ottenere provvigioni su App per il Mac, iBooks, film e in generale su tutti i prodotti distribuiti da Cupertino.

Esistono poi aziende che si sono specializzate nei programmi di affiliazione. Si tratta di veri e propri network di affiliazione il cui lavoro consiste nel trovare campagne pubblicitarie online e reclutare publisher per la veicolazione. Il vantaggio per l’affiliato è quello di poter contare su un vasto range di settori nei quali potersi avventurare, spesso abbinati a payout vantaggiosi che superano abbondantemente il classico AdSense.

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