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AMP (Accelerated Mobile Page). Cos’è? A cosa serve?

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Il progetto open source AMP (Accelerated Mobile Pages), promosso fortemente da Google ambisce a migliorare i tempi di caricamento delle informazioni presenti nei vari siti web. L’esigenza di visualizzare velocemente i contenuti delle pagine web è talmente sentita, che anche Facebook sta lavorando ad un progetto analogo (con alcune differenze fondamentali, che vedremo in futuro).

Oggi gli utenti chiedono che le pagine si carichino velocemente, al di là dei contenuti. E se anche ogni elemento in pagina viene ottimizzato in maniera certosina, a volte questo potrebbe non essere sufficiente. E’ ormai universalmente risaputo che, a tempi lunghi di caricamento delle pagine, corrisponde un tasso di abbandono superiore. Alcune ricerche riportano con precisione questa correlazione, dove, ad ogni secondo di caricamento in più, corrispondono uscite dal sito e, di conseguenza, meno acquisti.

Se questo aspetto è importante per i siti di informazione, diventa cruciale per gli ecommerce. Soprattutto quando le ricerche di prodotti da acquistare vengono effettuate da dispositivo mobile. L’utente mobile da una parte è meno predisposto all’attesa, e dall’altra si aspetta tempi di caricamento e performance del sito paragonabili all’esperienza da desktop (il pc normalmente sfrutta processori più veloci e maggiori quantitativi di RAM, anche se non sarà così per sempre!).

Il Financial Times, in occasione del restyling del proprio sito,  ha pubblicato di recente un accurato studio sulla correlazione tra i tempi di caricamento delle pagine e la profondità di visita dell’utente (il numero di articoli richiamati). Lo studio era molto esteso e teneva conto di tutta una serie di fattori. Qui può essere letto per intero.

Ci basti sapere che, FT.com ha simulato diversi ritardi di caricamento su diverse tipologie di utenti, andando a misurare il grado di affezione di ciascuna tipologia di utente e il numero di articoli letti, che variava in base al disagio patito (il tempo di caricamento delle pagine).

Cos’è il progetto AMP (Accelerated Mobile Pages)?

Ecco dunque che, individuata l’esigenza, diversi colossi si sono messi d’accordo per fornire una soluzione alternativa. Il progetto Accelerated Mobile Pages è un’iniziativa avviata da soggetti diversi (editori, compagnie tecnologiche, operatori telefonici e produttori di contenuti) per fare fronte alla necessità di velocizzare tutto l’ecosistema dei contenuti online, in modo da migliorarne la fruizione. 

Se la velocità è importante, “istantaneo” sarebbe la perfezione.

Utilizzando il formato AMP per le pagine del proprio sito web o ecommerce, si va a lavorare direttamente sul codice HTML della pagina, alleggerendolo di molto. Se da una parte gli orpelli estetici si riducono sensibilmente di numero, dall’altra l’alleggerimento del codice può andare a portare benefici diretti al conversion rate dell’ecommerce o alla profondità media di visita per tutte le altre tipologie di sito web. Il caricamento diventa pressoché istantaneo e, eventualmente, può essere ulteriormente velocizzato sfruttando la cache dei contenuti memorizzati direttamente nel cloud di Google. 

Inizialmente rilasciato solo per alcuni siti di informazione e news, AMP verrà esteso a breve a tutti i tipi di siti. O meglio: è possibile implementare il formato AMP nei siti web sin dall’inizio, ma Google ha dato reso visibile questa implementazione inizialmente solo ai siti di news. Questi, infatti, vedevano le proprie storie all’interno del carousel “Top Stories” di Google. 

A breve Google integrerà nei propri risultati di ricerca da mobile tutte le pagine che implementano il formato AMP, dandone specifica visibilità (Esattamente come era accaduto con l’eticchetta “Mobile friendly” di qualche tempo fa).

 

Google ha già oggi 150 milioni di pagine web AMP nel proprio indice, con un tasso di crescita di circa 4 milioni di nuove pagine alla settimana. Google ha affermato ufficialmente che l’implementazione del formato AMP non sarà un fattore di ranking. Quindi, non ci sarà un vantaggio diretto: non si scaleranno le “classifiche” dei risultati di ricerca perché si implementerà il formato AMP nel sito o nell’ecommerce. Ma di sicuro il vantaggio potrà essere indiretto, perché, per tutti i motivi visti sopra, (tempi di permanenza, profondità di visita e interazione con il sito aumenteranno) miglioreranno i segnali di utilizzo del sito.

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